La storia dellarista
la racconta con felice dovizia di immaginazione
quel gran gaudente dellArtusi, insuperato
narratore di ricette: in sintesi estrema
la radice è nel grido di ammirazione
di un greco di fronte a quella parte della
schiena completa di lombata e filetto. Arista
intesa come "ottimo" , insomma.
E ottimo è chiaramente larrosto
di cinghiale tratto da questa nobile porzione,
che vi proponiamo nella seguente ricetta.
Il pezzo va steccato
opportunatamente con rosmarino, avvolto
in fette di pancetta di maiale in cui riporrete
anche dellaglio triturato.
A questo punto il segreto sta tutto nella
preparazione e nella cottura: bisogna affogare
larista in una bagna di vin bianco
secco e tenercela per 48 ore. Quindi la
passerete al forno a 180° in teglia
con olio, rosolando e aggiungendo poi un
dito di acqua ed un bicchiere della marinata.
Per verificare la cottura, pungete larrosto
e quando dal fornellino non uscirà
più liquido, fate prosciugare il
sugo. Si accompagna bene con erbaggi rifatti
nel sughetto rappreso della cottura.
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